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APPROPRIATEZZA PRESCRITTIVA PER LE ANALISI DI LABORATORIO

 

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L'appropriatezza prescrittiva è argomento molto attuale e ad esso già si ispirano gli interventi di politica sanitaria regionale o aziendale, nonché il quadro normativo introdotto dall'Accordo Collettivo Nazionale (art. 27). Lo stesso ACN, inoltre, ricorda come MMG e Pediatri concorrano alla ricerca della sistematica riduzione degli sprechi nell'uso delle risorse, operando sulla base delle migliori evidenze scientifiche disponibili.

Nel dibattito sui costi del Sistema Sanitario c'è chi sostiene l'elevata inappropriatezza della richiesta di test diagnostici. Ma nel nostro Paese mancano dati certi e dalla letteratura internazionale non emergono prove a sostegno di questa tesi. Esistono anche chiare evidenze di una sottoutilizzazione di esami di sicuro valore diagnostico, quali ad esempio l'emoglobina glicata nel monitoraggio del paziente diabetico.

Di certo il problema è complesso perché l'appropriatezza di un test diagnostico può essere valutata solamente all'interno del contesto clinico ed in rapporto allo specifico quesito.

La definizione di appropriatezza formulata dal College of American Pathologist rende ragione della problematica esposta: appropriatezza, infatti, è "il grado con cui una procedura diagnostica o un esame è efficace, mirato, non eccessivo, adeguato in senso quantitativo, fornito in regime di ricovero o ambulatorialmente, per rispondere ai bisogni del paziente".

Uno degli aspetti dell'appropriatezza è anche costituito dalla facilità di accesso alle informazioni sull'attendibilità dell'analisi, alla disponibilità della prestazione e all'interpretazione del risultato. L'appropriatezza, pertanto, non può essere vista riduttivamente come una mera questione di risparmio economico, ma deve essere ispirata alla necessità di operare mettendo al centro il paziente ed i suoi reali bisogni di salute.

Un momento fondamentale nella ricerca di appropriatezza è l'integrazione di varie competenze allo scopo di sensibilizzare sia i prescrittori che gli utenti, e diffondere conoscenze sul corretto uso delle prescrizioni diagnostiche.

La collaborazione dei clinici e dei medici delle cure primarie pare allora indispensabile per migliorare l'efficacia e l'efficienza della diagnostica di laboratorio, ridurre l'inaccuratezza prescrittiva e l' ingiustificata fonte di spesa ad essa correlata.

L'indagine è stata realizzata da CompuGroup Medical Italia spa per proprio conto e condotta on line in modalità CAWI (Computer Assisted Web Interviewing), con riferimento medici di medicina generale e pediatri italiani. All'indagine hanno risposto 1787 medici delle cure primarie (1413 MMG e 374 Pediatri nel periodo 6 – 11 luglio 2012.

Dicembre 2012
Pubblicato il Quaderno Health Monitor, raccolta delle indagini realizzate in 2 anni di attività
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